MI CHIAMO ROL (5° parte) : LA TREMENDA LEGGE (L’elemento non esplicitato)

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Dalle parole di Franco Rol…

Il vero e proprio innesco è dato da un elemento che Rol non ha esplicitato nella sua formulazione, forse per pudore o perché fuorviante se non spiegato e illustrato correttamente: l’impulso sessuale, In una registrazione del mio archivio, la cui trascrizione ho reso nota nel 2021, Rol ricorda i passaggi cruciali della sua scoperta. Tornato nella stanza dove alloggiava a Marsiglia, dopo aver acquistato dei mazzi di carte in una tabaccheria (era il 1925 o inizio 1926), ho tirato fuori i quattro dieci. .. E poi dico: <Sono due nere e due rosse. Teniamo le due nere, pigliamo il più rosso. Vediamo un po… mescolo. Allora io immagino…>- prima ho fatto: <Rosso, il rosso è caldissimo, è rosso! Queste son nere, son morte!> – Stabilito quello, le mescolo e dico: <Adesso io immagino di sentire la quinta musicale, di vedere il colore verde, percepire un calore determinato…>, guardo, era nera! Ho provato dei mesi, non ci riuscivo, non ci riuscivo.. Finalmente un giorno [del 1927, a Parigi] mi sono detto: <se lo vuoi non lo puoi, sei ancora sulla Terra, in un corpo, questo corpo ha delle necessità, vivi in una dimensione, non puoi andare oltre, E io allora ormai ho imparato che la carta rossa è percepibile, perché ho stabilito che è calda, e che la carta nera, viceversa, la carta nera no. ..mi chiesi: <Cosa faccio? Passo la mano e penso ad altro, mi sono messo a pensare a una donna nuda, che era la cosa che in quel momento mi distraeva di più, all’età che c’avevo, Ho sentito di colpo che la mano si è fermata su di una carta, guardo, la carta rossa! Provo due volte, tre volte, quattro volte, cinque volte, allora ho preso tutte le carte e mi dicevo: <Togliamo le figure – ho tolto tutte le figure, perché nelle figure ci son dei rossi e degli scuri, imbrogliavano ho preso tutte queste carte.. <Rossa.. nera…rossa.. nera… rossa.. Tutte! Non e possibile, Era il27 luglio del del 1927, mi ricorderò sempre, poi sono arrivato ad aggiungere anche le figure subito dopo, perché c’era il segno sulle figure. Tutte e 52!… 54 con i due jolly.

Nel momento in cui Rol passò la mano poco sopra la carta ciò che lo fece indovinare non fu l’associazione di verde e quinta con la quale, come dice, aveva provato dei mesi>, ma l’elemento <donna nuda> introdotto come un fulmine nella formula, ovvero il seme piantato nel terreno giusto (purezza di cuore) nelle giuste condizioni ambientali e atmosferiche (verde e quinta che riempiono la mente) al momento giusto (spenso ad altro>). Si noti che Rol decide di <pensare ad altro>, si tratta cioè di un processo intenzionale e razionale mentre non è chiaro se l’elemento <donna nuda emerga spontaneamente dal suo subconscio, oppure Rol non sta dicendo tutto e comunque un racconto a voce, informale, non una trattazione scritta precisa – essendo a conoscenza già in precedenza della nozione di sakti anche nelle sue raffigurazioni simboliche come io ritengo molto probabile e quindi usandola di proposito e non casualmente, Comunque Sia, il fatto stesso di distogliere l’attenzione per un istante dall’accordo verde-quinta dovette e dovrebbe modificare la configurazione delle aree di attivazione neuronale del cervello, creando quell’istante di neutralità favorevole all’innesto> del nuovo elemento, sorta di <finestra di opportunità come quella di cui approfitta 1o spermatozoo che riesce ad arrivare a fecondare l’ovulo senza l’elemento <donna nuda> non sarebbe accaduto nulla e la ragione non e difficile da capire: verde e quinta sono elementi solo mentali, non coinvolgono il corpo. L’illuminazione e l’esito di un processo psico-fisico, non solo psichico. La <donna nuda> ha reso partecipe il corpo tramite l’impulso sessuale un impulso però, Si badi bene, in sé e per sé,
senza godimento sessuale, orgastico, nei modi che tutti conoscono il quale impulso non è che il <grilletto o la miccia del risveglio del <serpente> neuro-energetico kundalini. Mentre la mente era saturata di verde-e-quinta, il corpo si è incendiato dopo aver dato fuoco alle polveri con l’impulso sessuale.
Esiste una tradizione millenaria, rimasta piuttosto riservata proprio a causa di questo elemento delicato facile a fraintendersi e a essere corrotto, nota come Tantra, nell’ambito della quale l’impulso sessuale-orgastico viene valorizzato proprio come uno dei mezzi principali per raggiungere l’illuminazione. E in effetti pare impensabile una illuminazione senza coinvolgere quella che è una delle pulsioni più forti nell’essere umano e che non si potrebbe escludere pena il ritrovarsela in seguito come elemento residuale che non è stato assimilato, padroneggiato e usato nella maniera più profittevole. Il Punto è che nella sādhanā tantrica, induista o buddhista che sia, tale impulso è usato nel senso diametralmente opposto a come viene usato nel normale atto sessuale col proposito del godimento e della procreazione, Invece che verso la vita <mondana> (godimento, partner, famiglia, figli ecc.) ovvero verso l’esterno, lo si indirizza verso l’interno e verso l’alto, vale a dire dall’area genitale in direzione della testa e oltre, proprio come nell’immagine di kundalini che, destatasi, va da maladhāra verso sahasrāra. Al contrario dli quello che si potrebbe pensare in un primo momento, o che i poco informati hanno pensato nei tempi passati tutte le volte che sentivano parlare di questa tradizione, ovvero che avesse un carattere lascivo perché contemplava anche (eventualmente ma non necessariamente) una pratica sessuale tra uomo e donna, proprio per il fatto che il godimento è invece escluso, tale pratica non ha alcun carattere lascivo ma ne e appunto l’opposto. È parte della Via dell’ Eroe perché è una delle cose più difficili da realizzare: rinunciare al godimento (e in senso lato, all’ego) soprattutto nel momento clou, quello dell’orgasmo che uno dei massimi piaceri sensoriali che la natura ci ha regalato come incentivo alla procreazione; e convertire, ovvero cambiare di direzione, quel flusso orgasmico assorbendolo dentro di sé, sublimandolo. E con questo arriviamo a uno dei significati incorporati nell’aggettivo sublime che Rol scelse per caratterizzare 1o stato di coscienza che rende poi possibili i suoi esperimenti, prodigi e miracoli. Abbiamo sublimazione in alchimia, chimica, fisica, psicanalisi, estetica. In tutti i casi, è implicato un qualche tipo di cambiamento di stato (e/o status) o trasformazione, da uno stato <basso> a uno stato <alto>. In chimica e fisica è la transizione di fase dallo stato solido allo stato aeriforme, senza passare per lo stato liquido. In psicanalisi è un termine introdotto da Freud e preso a prestito dall’alchimia, per indicare la trasformazione di impulsi istintuali primitivi,
soprattutto sessuali ma anche aggressivi, a livelli superiori e socialmente valorizzati, come processo prevalentemente inconscio operante nella produzione artistica e creativa, nonché nella sfera religiosa (treccani.it).

 

Fonti : Rol L’illuminato di Franco Rol, pagine 35 a 38