MI CHIAMO ROL (2° parte) : LE POSSIBILITA’

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Dalle parole di Franco Rol…

I capostipiti delle principali religioni o Vie spirituali sono stati dei rivoluzionari spirituali, mentre i capostipiti della scienza moderna, Copernico, Galileo, Newton e poi Einstein, per citare i maggiori, sono stati rivoluzionari scientifici. Con Rol però, o almeno partendo da lui, la rivoluzione si appresta ad essere sia spirituale che scientifica e potrebbe essere di dimensioni senza precedenti. Non è poi molto difficile capire il perché: si immagini un mondo dove tutti o quantomeno la maggior parte degli esseri umani arrivino ad avere le sue conoscenze, la sua saggezza e naturalmente le sue stesse possibilità; un mondo dove, grazie alla realizzazione di un determinato stato di coscienza, sia possibile innanzitutto comprendere il senso della vita e della morte, della quale non si avrebbe più paura sapendo cosa essa davvero sia e che cosa ci può aspettare dopo; e poi servirsi di possibilità che appaiono al momento ancora fantascientifiche e che le storie dei supereroi hanno enfatizzato fino alla caricatura, ma che potrebbero diventare realtà quotidiana: viaggiare nel tempo, sapere e vedere cosa sta accadendo in qualunque luogo in un dato momento, attraversare pareti, spostarsi nell’aria o istantaneamente dovunque si desideri, conoscere il pensiero degli altri, il loro passato e il loro futuro, essere qualcun altro prendendone temporaneamente possesso, guarire malattie, materializzare e smaterializzare oggetti, spostarli a distanza, essere in due luoghi nello stesso momento e altro ancora.

Uno scenario che comunque può avere anche lati negativi e suscitare non pochi timori. Se infatti ci sforziamo di immaginare un mondo di questo tipo ci renderemo subito conto che se può essere entusiasmante l’idea di essere in grado di fare queste cose, potrebbe esserlo un po’ meno quella di sapere che anche gli altri siano in grado di farle. Molti potrebbero conoscere i nostri pensieri, anche quelli più imbarazzanti e segreti; altri potrebbero spiarci mentre ce ne stiamo tranquilli in casa o in qualunque altro posto e vedere tutto quello che stiamo facendo e dicendo; qualcuno potrebbe prelevare nostri oggetti smaterializzandoli, o farcene arrivare di non desiderati, e così via. Ci si chiede anche quale possa essere il limite per una persona di fare del male a distanza. Ritorniamo allora col pensiero a quelle contrapposizioni fumettistiche dei supereroi con i cattivi o villani della storia, che poi sono la versione moderna di quella che anticamente era la lotta tra cosiddetti <<maghi bianchi» e «<maghi neri»>, o tra Maestri illuminati e psychics malevoli. In queste storie però il bene di norma vince sempre e la ragione non è solo perché piace o consola che ci sia un lieto fine e che sia anche di ispirazione; quanto perché in uno <<scontro di poteri» il bene è fisiologicamente destinato a vincere, così come lo sarebbe un atleta campione del mondo di velocità nei confronti di una persona comune non allenata, oppure un aereo nei confronti di un’automobile o qualunque altra situazione di grande disparità tra due soggetti o elementi.
Certe possibilità infatti sono di gran lunga più potenti presso il bene che presso il male, perché la loro potenza è inversamente proporzionale alla percentuale di ego presente in chi le manifesta: quanto meno di ego, tanto più di possibilità. Ora, chi fa il male ha un ego molto pronunciato, è guidato da emozioni negative, divisive, dall’odio, dal risentimento o anche dal piacere di fare il male in sé e per sé; rimane essenzialmente a uno stadio di pulsioni biologiche, sublimate parzialmente dal potere della psiche. Chi fa il male rimane individuo e non è in grado di andare oltre ad esso, al massimo può attingere un livello psichico leggermente superiore, che permette azioni paranormali negative a distanza, come appunto sanno fare certi maghi neri, o stregoni, che non sono Maestri Illuminati. Le possibilità paranormali al servizio del bene possono essere espresse da chi sia andato molto oltre l’individuo (e quindi molto oltre la psiche) e non sia condizionato dalle spinte biologiche, dai desideri personali e dalle preoccupazioni terrene (salvo quelle di fare tutto il bene possibile, disinteressatamente, senza cioè aspettarsi nulla in cambio); per poter manifestare certe possibilità-vertice deve essere arrivato al Vertice, che corrisponde all’assenza totale di ego ovvero, per usare una delle definizioni di Rol quella che lui chiamò coscienza sublime, per descrivere unione con l’Assoluto, un Tutto, un’interezza senza separazione alcuna. È questa una semplice frase in grado però di spiegare tutta la mistica dalla notte dei tempi e sotto qualunque cielo. Per questo, a titolo di riferimento e senza entrare per ora nel dettaglio delle sfumature, ho indicato nei termini orientali nirvana, samadhi e satori dei corrispondenti di questa coscienza sublime, dove l’aggettivo sublime intende ciò che vi è di più elevato, superlativo e persino «tremendo>> La frase citata, intanto, sarebbe da sola sufficiente, se meditata a lungo per settimane o mesi fino ad assimilarla interamente e profondamente, per arrivare a oltrepassare la barriera che tiene separato l’individuo dal Tutto. Nella teoria l’accesso al Tutto è la cosa più semplice che ci sia, non sono richieste formule, rituali, sistemi. <<Basta>> togliere di mezzo l’ego ed ecco che, sapendo quale direzione prendere e dove guardare, si spalanca la finestra sull’Infinito.

Fonti : Rol L’illuminato di Franco Rol, pagine 17 a 19