MI CHIAMO ROL (4° parte) :LA TREMENDA LEGGE

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Dalle parole di Franco Rol…

La parte del colore verde e della quinta musicale, che Rol con altri avrebbe specificato essere un bicordo – due note suonate insieme, come ad esempio do-sol, qualunque altro rapporto analogo era già stata citata in precedenza da altri autori e sarebbe stata citata anche in seguito, tuttavia il passaggio rivelatore che seguiva, referente al calore, sarebbe stato riferito solo da Talamonti: <Si sentì infatti pervadere da una sensazione di calore che si andava irradiando dalla base del cranio>. A quanto pare Rol lo disse solo a lui (o meglio, lui fu l’unico che lo mise per iscritto e pubblicò) ma questo è un indizio fondamentale che mostra che si tratta di una fase del risveglio di kundalinī (o kuņdalinīśakti, dove śakti sta per potenza, ) e tralascio qui, per ora, di analizzare e identificare con precisione se Si tratti del momento dell’ascesa – quando kundalinī è appena passata dal 5° cakra, viśuddha, che si trova al livello della gola (che corrisponde alle corde vocali tramite le quali nella tradizione yoga e non solo si pronunciano o mormorano cantilene e mantra, dove il più importante e conosciuto è Om, che ho già avuto occasione di equiparare alla quinta musicale, avendo medesima funzione e simile vibrazione) quindi poco sotto la <base del cranio, e poi prosegue verso l’alto – oppure della ridiscesa dopo aver raggiunto sahasrāra, essere ripassata da ajña (6° cakra) e prima di ritornare a viśuddha, sempre alla <base del cranio>. Comunque sia, è da questo momento che Rol <Si sentì pervadere da una sensazione di calore>, un calore assai ben Conosciuto sia dalla tradizione yogica che da quella mistica. Nel 2005 nella postfazione a un libro su Rol scrivevo: Questo calore è lo stesso che la tradizione tibetana conosce con il nome di glummo <il fuoco dell’integrazione spirituale che fonde tutte le polarità>, <uno stato di perfetta unità e completezza interiori, in cui tutte le forze e le qualità latenti nel nostro essere vengono ad essere concentrate ed integrate come raggi del sole nel fuoco di una lente> [come spiega Lama Govinda ne <I fondamenti del misticismo tibetano>]. Si tratta di un <calore psichico che ha anche effetti visibili, come quelli di poter rimanere seduti sulla neve nudi senza percepire freddo e di resistere in tale condizione, a temperature rigide, per lungo tempo. <Il “dominio del fuoco” e il “calore interiore” [scrive Mircea Eliade] sono sempre in rapporto con l’accesso a un certo stato estatico o, ad altri livelli culturali, con l’accesso a uno stato incondizionato, di perfetta libertà spirituale. Il “dominio del fuoco” l’insensibilità al calore e, pertanto, il “calore magico” che rende sopportabili sia il freddo estremo sia la temperatura della brace, è una virtù magico-mistica che, accompagnata da altri prodigi non meno straordinari (ascensione, volo magico ecc.), indica in modo sensibile che lo sciamano ha superato la condizione umana e partecipa già alla condizione degli “spiriti”. Quando Rol quindi si sentì pervadere da questo calore, stando a Talamonti, <al tempo stesso si ritrovo interiormente trasfigurato, come se il Suo io di prima avesse ceduto il posto a un altro io più grande, più forte e capace di vibrare sull’onda creativa stessa del Cosmo> Ho aggiunto il corsivo iniziale per evidenziare l’eventuale contemporaneità tra il processo del calore interno e questa trasfigurazione, che corrisponde proprio a quella frase sintetica che ho citato in precedenza, ovvero a quell’unione con l’Assoluto, un Tutto, un’interezza senza separazione alcuna. L’io di prima è l’individuo con una coscienza comune, mentre l’altro io più grande> arriva a coincidere con il Tutto stesso. Gesù l’aveva riassunto con la metafora: <Io e il Padre siamo una cosa sola> . E quando questo avviene, Si arriva a <vibrare sull’onda creativa stessa del Cosmo>, e quindi a <essere> il Cosmo stesso. Ecco perché il <Figlio> è anche Dio.
Da quel momento Rol e chiunque come lui che fosse Passato per lo stesso processo comincio manifestare le sue possibilità.
Davvero in queste poche righe di indizi che Rol diede a Talamonti c’era racchiusa tutta la spiegazione, o comunque il cuore della spiegazione, del suo <mistero>, Eppure nei 28 anni seguenti, fino al 2003 quando io ho rivelato questo <segreto>, non c’è stato nessuno nemmeno lo stesso Talamonti che ne abbia tratto non dico tutte le dovute conseguenze, ma almeno un qualunque flebile spunto. A dimostrazione che persino i competenti in materia (esoterismo, parapsicologia ecc.) sono stati incapaci di comprendere Rol, nonostante lui gli indizi li abbia forniti, molto chiari; e se questo lo diede a Talamonti, ne ha forniti altri ad altri e si sarebbe giunti lo stesso a capire anche senza questo brano. Sono comunque sicuro che se un Mircea Eliade, un Julius Evola, un Giuseppe Tucci o un John Woodroffe lo avessero letto 1o avrebbero capito all’istante.
Quanto al colore verde e alla quinta musicale, in questi anni hanno svolto la funzione di vero e proprio specchietto per le allodole, e molti hanno fatto speculazioni superflue invece che prendere semplicemente atto che sono elementi di meditazione, vale dire pensati-sentiti e visualizzati-ascoltati, Tutto quanto occorre sapere è che la tonalità del verde è quella dello smeraldo, che la quinta può essere qualunque e che la frequenza è quella standard del XX secolo, ovvero 440 Hz, non avendo Rol mai dato alcuna importanza a questo aspetto, evidentemente non avendone. La chiave da lui trovata non può che essere una scorciatoia> per risvegliare kuņdalinī.

…… Rol non I ‘ha chiamata <legge> a vanvera, quindi vuole dire che è oggettiva, valida per tutti, e non soggettiva. Indubbiamente ci sono anche altre <tecniche> per risvegliare kundalini e in questo senso la <legge> non è esclusiva. Ma essa deve avere un alto grado di efficacia e come ho anticipato deve anche essere una scorciatoia e un modo relativamente semplificato per giungere al risultato. E Rol il risultato lo ha raggiunto! Quanti di coloro che lo hanno raggiunto, hanno anche comunicato un metodo o una formulazione precisa quanto concisa come questa? Ad oggi nei miei studi ancora non li ho trovati. Perché una cosa è dire che il testo x affermi che con il metodo y si arrivi a un risultato z; o che questo lo dica un qualunque studioso, scrittore o pandit; ben altra cosa è che lo dica un Illuminato che ha dimostrato nella pratica che il suo metodo funziona! Quindi, sarà anche vero che ci sono altri metodi, ma dove sono quelli che ne hanno dato dimostrazione? Oppure, tra quei pochi che hanno dato dimostrazioni, c’è forse anche chi abbia comunicato un metodo, preciso e facile da capire, e che non siano solo aforismi filosofici, per quanto magari straordinari e pertinenti? Ecco quindi che Rol col suo metodo va considerato al di sopra di tutti gli altri, e il suo metodo, che è appunto una legge, va considerato come il più efficace, risolutivo e probabilmente anche il più veloce, per quanto la velocità non sia un elemento importante, dato che non si può comunque mai prescindere dall’essere pronti interiormente, occorrendo, come per un frutto, una maturazione psico-fisica adeguata e nei tempi <giusti>, Altrimenti Si finisce al solito problema di volere scorciatoie irrealistiche che si risolvono in una formuletta prêt-à-porter, <magica, ça va Sans dire. Ma vi pare che la legge di Rol sia magica? A me non sembra per niente, non più magica dell’elettricità, della chimica o del raggio laser.

Vi è poi da tenere presente il seguente aspetto, come spiegavo in uno scritto del 2024: Quando ci si imbatte nella storia di Rol una delle prime cose che attira l’attenzione è la sua cosiddetta <tremenda legge, fu lui a definirla in questi termini per l’impatto psichico e psicologico che gli procurò nel 1927 quando la scoprì (a 24 anni), tanto da avere poi bisogno di anni per raggiungere un certo equilibrio, Le speculazioni su questo argomento si sprecano, ma la Scienza dello Yoga rende perfettamente conto di cosa questa legge sia [..] e perché abbia avuto quell’impatto (se si spalanca una porta Su una immensa luce abbagliante davanti a chi prima era recluso nel buio pesto di una angusta stanza, ne rimarrà accecato).
Ma il sapere quale sia il contesto corretto per comprendere questa legge non è sufficiente, anzi è solo l’inizio, la base. Proprio la Scienza dello Yoga mostra come non basti conoscere delle tecniche per raggiungere il samadhi, il satori, il nirvaņa, che sono poi corrispondenti, al di là delle sfumature, della coscienza sublime di Rol. Si potrebbe tentare per anni senza arrivare a nessun risultato effettivo. Non basta cioè una <formuletta> ed ecco che magicamente si arrivano ad avere le stesse possibilità di Rol di Maestri come lui. Tali possibilità sono solo una conseguenza dello stato di <coscienza sublime> per raggiungere la quale occorre, a monte, un certo grado di purezza interiore, sia etica che psicologica. Qualsiasi intenzione o interesse <materiale, vale a dire il voler ottenere queste possibilità fini sé stesse e per alimentare in una qualsiasi forma l’ego, è già garanzia per non arrivare a nulla e perdersi in un vicolo cieco. Solo sul terreno giusto la semina dà frutti. E quel terreno e la purezza interiore, ovvero la purezza di cuore i cui ingredienti principali sono la semplicità, la spontaneità, l’umiltà, il disinteresse, e l’amore incondizionato (per il prossimo, l’umanità e la Creazione). <Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio> . <Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso> . per vedere Dio è necessario essere puri di cuore e morire. E ciò perché nella purezza di cuore si è già morti nei riguardi della materia o meglio nei riguardi delle leggi che la materia crea e noi applichiamo>
La purezza di cuore e quindi il terreno giusto, o la precondizione, per il risveglio (corretto) di kundalini che conduce alla coscienza sublime. Tale risveglio e poi preparato e favorito dalle <giuste condizioni ambientali e climatiche>, ovvero dalla associazione nella mente del colore verde con la quinta musicale (visualizzare il verde smeraldo e sentire la quinta con l’orecchio interiore). Si tratta di una forma di Sinestesia auto-indotta dove la commistione fusione e simultaneità di due (o Più) apparati dove la sensoriali e percettivi – a sua volta un accordo – favorisce l’attivazione di più aree cerebrali contemporaneamente e un aumento delle connessioni sinaptiche, completando le condizioni necessarie ma non ancora sufficienti per innescare il risveglio di kundalinī.

Fonti : Rol L’illuminato di Franco Rol, pagine 29 a 34